Continuando a ripercorrere la tradizione figurativa del nostro Saturno, prosegue, in questa ricerca, la raccolta omogenea delle altre raffigurazioni inerenti al simbolo della nostra comunità. La sequenza, tra l'altro, conferma la perfetta identità iconografica tra gli stemmi scolpiti nella pietra e quelli che si rinvengono nei sigilli a rilievo apposti agli atti pubblici, provenienti dai nostri fondi archivistici, fino a giungere all'odierno gonfalone/stendardo, senza trascurare quelli dipinti, nelle varie epoche, negli edifici destinati ad accogliere i componenti della civitas. Si tratta di immagini in cui permane il solito vigore raffigurativo del nostro Saturno a cavallo, ritratto sempre con l'aspetto di un anziano calmo e regale, diverso, ma sempre vicino al Crono in cui prevale la raffigurazione di un volto melanconico che rispecchia una vecchiaia triste e meditabonda. Peccato che il nostro etereo concittadino G. A. Dell'Anguillara non abbia dato troppo spazio al mito di Saturno. Nella sua traduzione delle ''Metamorfosi'' ovidiane, egli rimane sempre fedele all'originale latino; privandoci di una descrizione fantasiosa e bizzarra che avrebbe potuto arricchire la leggenda del nostro fondatore. Il Gobbo di Sutri, infatti, nella sua opera poetica si limita ad inserire nella Tavola Delle Cose Più Notabili (indice dei nomi): la voce ''Saturno in cavallo'', il cui rinvenimento lascia la bocca amara al lettore sutrino, in quanto, si riferisce solo al centauro Chirone, figlio di Saturno, come appare nel video. Rimanendo sempre in tema, mi è parso opportuno iniziare la video-rassegna con un apprezzamento nei confronti di un testo, diffuso dalla Regione Lazio, curato da Corrado Lampe, dall'eloquente titolo:- Stemmi e Sigilli - 1988 - Linea Editrice - in cui, tra l'altro, si legge che ben pochi sono i comuni, della nostra Regione, rientranti tra quelli che hanno fatto domanda all'Ufficio Araldico per il riconoscimento ufficiale del proprio stemma. Noi, pur rientrando in questa categoria, non abbiamo alcun dubbio sulla validità erga omnes del Saturno a Cavallo che, da secoli, ci rappresenta con orgoglio... seppur con qualche piccola variante evolutiva, quale il numero di spighe che Saturno reca nella mano destra, e la presenza nel simbolo della Grotta di Orlando... ormai scomparsa dalla iconografia classica. Non avendo ancora rinvenuto lo specifico atto storico che ci consenta di risalire alla esatta ed originaria composizione grafica del nostro stemma, possiamo ricorrere ai nostri antichi statuti, facendo riferimento agli articoli che stabiliscono, nel dettaglio, la composisione del signum comunitatis, da imprimere sulle bilance e su tutte le altre misure. In una copia del XVI secolo, conservata nel nostro archivio, a pag 46, si stabilisce che le bilancie, pesi e misure, una volta controllate, debbano essere contrassegnate mediante signo comunitatis, idest spicis vel Saturno rege in equo manu dextra portante spicas, fundatore nostre civitatis, ubi primum granum in campo grasso seminaverit [...] (1). La stessa identica descrizione figura nella Rubrica 249 - de stateriis et mensuris - dell'analogo statuto, del 1856, denominato iura municipalia civitatis Sutrii, giacente presso l'Archivio Storico di Roma (2). La ulteriore BIBLIOGRAFIA consultata appare nel video.